Forum Nazionale per il Servizio Civile

04/02/2022

Servizio Civile: Adoc e Codacons contestano il Dipartimento per le Politiche Giovanili

Inviata diffida per ottenere modifica dei termini per il nuovo bando. Si rischia di affossare Servizio Civile.

Adoc e Codacons intervengono oggi contro il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale, inviando una diffida volta a chiedere una modifica dei termini e delle condizioni per la partecipazione degli enti e dei giovani al servizio civile.

Dinanzi alla recente integrazione del bando e conseguenziale finanziamento di nuovi progetti per il Servizio Civile, le due associazioni hanno ritenuto doveroso diffidare il Dipartimento affinché non si discriminino enti e giovani: il prossimo 10 febbraio sarà l'ultimo giorno a disposizione dei giovani per scegliere enti e progetti  e non si comprendono le ragioni per le quali il Dipartimento conceda, per effettuare tale scelta, solo 16 giorni di tempo (dal 25-1-2022 al 10-02-2022) a fronte dei 59 giorni concessi agli enti i cui progetti sono stati messi a bando lo scorso 14 dicembre.

Ma la critica al modus operandi del Dipartimento non si ferma a questo: è ingiustificabile, non proporzionato, irragionevole ed illegittimo che il Dipartimento abbia poi in maniera immotivata (e soprattutto ignorando le richieste della Consulta Nazionale Servizio Civile) deciso di ridurre in maniera drastica ed autoritaria i tempi a disposizione degli enti per consegnare le graduatorie finali, pena il mancato avvio dei progetti e, come conseguenza, la perdita di questa opportunità per migliaia di giovani. Il rischio è quello di affossare il servizio civile, privando giovani ed enti di una importante possibilità di crescita e formazione.

Ciò che si chiede con la diffida è che venga rispettato il principio di concertazione e il ruolo della Consulta e degli enti del Servizio civile, ribadendo la necessità di agire per ripristinare le finalità che la legge attribuisce al servizio civile e soprattutto il ruolo delle associazioni che vi operano, non essendo più tollerabile che scelte fondamentali vengano assunte in forma unilaterale screditando in maniera ingiustificabile il confronto e il dialogo.